terzo principio


campo d’energia, goccia, il gomito

uragano, fiore, cuore, pianeta, il dna, la ruota dei ritorni,
sono danza d’energia, vortice, il mio essere tuo, il tuo essere mia

ogni cosa contiene una rosa una fiamma. La luce è dentro di te

nei colori dell’arcobaleno, dal pelo alla pelle, alle labbra, dai calcagni al seno.

Felicità che stà al centro della ruota. Gira dal verticale all’orizzontale

nella spirale che sale, nel fiore del corpo, dal taglio al cuore, alla testa.

Dove resta lo spiraglio, il bagliore della scelta d’essere con te creazione.

Da te che sei sorgente, dopo la rinuncia all’ego. Perché, ti spiego: tu sei tutto.

Voce che chiama chi ama, frequenza che si assottiglia in collo di bottiglia in suono

1

tu sei la gioia della pecora smarrita ritrovata, della chiave che hai perso

con cui l’universo ti viene incontro, di verità che rispunta nell’orto,

ma certo, d’acqua sotterranea nel deserto, del senso della ruota che gira

e ti riporta al suo perno. Percepisci me bello pistillo, io te bella corolla.

Sei in mezzo ai miei centri concentrici, amore: io coscienza, tu vita. Coscienza di vita

siamo, se ti amo, se mi ami. L’umanità a sciami: api, vespe,

stormi d’uccelli, banchi di pesci, mandrie di renne in vortice

2

coi piccoli e femmine al centro, greggi, formicai, paesi e popoli

legati da leggi. E l’energia è armonia, intesa tra il singolo e gruppo,

istinto ed intuito ed il libero scegliere un senso a se stessi e a tutto.

E’ con gli avambracci che abbracci, con i polpacci ti allacci in amore.

Al centro di ciascuno nel cuore, io tuo tu mia è il massimo dell’energìa.

I fiori sono belli a tutti i livelli attorno al cuore della corolla.
E tu sei la mente creativa che dà il senso, rende ogni cosa viva

3

il gomito, il ginocchio, sono articolazioni, come l’occhio, tra il dentro e il fuori,

il sopra e il sotto, me e te nel letto. Ma poi è la fusione del tutto.

Nella danza dei due, òmero ed avambraccio, coscia e polpaccio, si realizza

la bellezza del morbido moto fluido, fuso o avvinghiato, sciolto

e libero al ritorno. o al dopo con più slancio. O lentissimo, solenne recitato:

presa in giro del gesto di marionetta che in fretta rientra nella quotidianità

del movimento d’ogni giorno: l’energìa scontata di vita, non sfuggita alla coscienza

4

ancora una volta sei tornata nel sogno a rispondere al mio bisogno
di te e al tuo di me, perché ogni cosa è coinvolta nel reciproco:

eri nel mio letto ed era il tuo e dicevi sì, sono qui

con te e ci stringevamo nell’inguine come fiamme verso la luce, mia dea

del tramonto ed io ero pronto ad entrare nella notte cercandoti e tu

confermavi che c’eri al nostro punto puntuale di incontro, la luce:

io tutto tuo, tu tutta mia: questo è il mio treno in arrivo in periferia

5

gli anelli nel tronco sono quelli della goccia nella pozzanghera, del suono di campana,

l’eco della vibrazione della nostra reciproca attrazione, che si scatena nell’incontro

dello sguardo, del reciproco pensiero, del desiderio d’essere assieme. E’ incendio

silenzioso che ci innalza, rafforza, ci scalda proprio da quel preciso centro

innocente e potente. Dilaga e spiega come l’umanità trovi il suo senso

da dentro di se stessa, in ogni accordo, silenzio, ogni scintilla. Ed è vortice nell’imbuto,

per chi non l’ha capito, uragano tra terra e cielo, dna che cucisce, avvita ogni vivente

6

come chiedevo sei venuta nell’ultimo sonno su un angolo del balcone

con una maglietta attillata color cielo, io accanto a te a torso nudo
a fare qualcosa davanti a tutti, che avevi fatto tu prima e ora io,
con tuo sollievo. E dicevi: a te viene meglio, sembri un americano.

E io, avvicinandomi alla tua bocca, sussurravo: e tu sei la mia Ester.
Cui tu concordavi orgogliosa, silenziosa. Nell’angolo c’è un angelo

che porta un messaggio, massaggio alla mente e al cuore, che tutto è amore

7

radice, tronco, ramo, foglia, fiore, frutto, tutto.

Io il tronco, il ramo che ti chiamo e la foglia. Tu la voglia, il fiore, il frutto.

Assieme siamo tutto il ciclo della vita, ma l’anima nostra,

dove, come coscienza d’amore, ci annodiamo, annidiamo, è infinita.

Siamo interni ed esterni al cielo, lo teniamo in moto. Lo raccontano

i centri concentrici nel tronco, la corona dei petali nei fiori, le pratoline

occhieggianti nelle chiazze di pioggia sul pavimento paesano appena pulito

8

tutto il tuo corpo è riflesso sulla pianta dei piedi. Tu siedi io massaggio.
Lo stesso messaggio percorre le braccia al palmo delle mani e mi chiami

e ti tocco o ti impomgo le mani, dopo essermi chiuso con te in una bolla.

Tutto il corpo è anche riflesso nella conchiglia dell’orecchio: siamo specchio.

Dalla pressione sui punti spunti tu la dea creatrice, col dio creatore il cuore.

Centro e periferia dove tu sei mia, tenendoci allineati,

io tuo mentre sono suo, dagli antenati ad ora, colmo di cosmo

9

ti amo come posso, ma fino in fondo all’osso. Mi ami come puoi,

ma senza che si spezzino i rami . Io come posso, tu come puoi:

siamo il carro di buoi che portano a casa il raccolto. Il fosso che rende
il castello inespugnabile. Tutto è possibile, anche il nostro amore,

nonostante le circostanze. Perché prima il desiderio e poi il cosmo lo porta

a compimento. Tu ed io ne siamo fulgido frammento: pratoline che danno
il nome al prato, margherita onnipotente come le dita di una dea

10

ancora in sogno chiamata sei venuta in due, una per guancia,
a cercare il bacio e poi eri anche la terza, che veniva di fronte,

sempre per il bacio. E io pensavo fossero quattro le mie dee,
che puntano all’uno. Ma lo sono. Dal quattro in piramide, tutto è uno.

Adesso ci tocca baciarci, come nel sogno con le tre dee,

due dalle guance e la terza davanti, allungandosi dolcemente alle labbra.

Ma la quarta si è preso il bacio più bello, nella pineale, tra i lobi del cervello

11

come io sono il sasso antico che cade nello stagno e si gode

il bagno d’essere il centro dei centri concentrici nelle onde attorno

mentre lui si nasconde sul fondo nel ruolo di antenato dal suolo a ricordare…

Tu sei il sole che si circonda di pianeti, anche tu centro a dimostrare

nel firmamento che il ruolo creatore, il punto di riferimento, è la coscienza al centro.

E tutto il resto ne deriva in danza rotonda che si trasmette nell’onda,

nell’aura, l’aureola, l’aurora nei vari livelli di luce, di illuminazione

12

i miei pensieri e i miei sentimenti sono le ascisse e le coordinate dell’universo,

le rotaie del treno della realtà, le sponde del fiume della vita, danno

la direzione, sono il mio contributo alla creazione. E’ la scrittura,

e il mio amore per te, che dicono a che punto sono, chi sono,

e dove sto andando, come sto giocando e la gioia che tu sei.

Dicono le margheritine bianche al tarassaco giallo: invita anche noi

al ballo, quando nel soffione in un soffio farai il balzo al tutto

13

adesso te lo spiego come un albero si piega al vento, come
io sarò sempre con te, come ha detto Gesù. E ogni “come”

è un’onda del mare di infinito amore e tutto si rincorre come

io rincorro te, e alla fine o all’inizio, cioè adesso, mi accorgo

che tu rincorri me e ti ringrazio di questa attrazione che ci fonde

come le onde. Prendi l’abbraccio, l’ultima delle tue pelli,

sotto cui scorre la linfa, dove cresce il tuo tronco ad anelli…

14

cerco con te il contatto diretto, definitivo, perfetto, oltre

tempo e spazio, qui ed ora. Mi pensi e prima ancora

che mi chiami, non ieri non domani, ci sono, sono sempre con te.

In te come tu sei in me. Uno, due, tre. Qui ed ora, ancora e sempre.

Fai parte centrale del senso che ha ogni momento. Qui ed ora,

ovunque e sempre, qui dentro. Il mio amore mi disse: prendimi, sono tua.
Sono la vita. E quel momento divenne sempre, quel qui ed ora.

15

il mio corpo passa ma il mio amore per te è sempre, è nel buco della chiave

oltre il tempo, nel qui ed ora, da dove torna la primavera,

dove prende slancio la rotazione delle sfere celesti, anche

quella sotto i tuoi piedi. Ora siedi e pensaci, non diresti

che è perfetto dichiararlo sul tetto, come esplodesse dal petto,

– non nasconderlo vergognoso, pudico, geloso, spaventato come un gatto

sotto al letto, sotto chiave in un cassetto, – che l’amore è il principio di tutto?

16

Ester, Rosa, Lisa, Michelina è la mia litania, da una nota

ad una sinfonia: Sento che è il sasso lanciato nello specchio d’acqua del mio

innamoramento. Suono che si espande. Io tuo tu mia, è l’onda, la polarità,

la struttura del tutto. E il centro è ovunque nella coscienza, in ogni forma di vita.
La comprensione è esperienziale, la sostanza è amore accogliente: non ha paura di niente.

E tutto è già raccolto in un albero, un fiore, un vulcano, una stella. una conchiglia.

Possa ogni cosa penetrarti nelle ossa ed illuminarti. Ogni rosa una fiamma

17

voglio vederti dal nostro terzo occhio in mezzo alla fronte
ad occhi chiusi, a distanza, da un’altra stanza, solo dall’anima,

dall’abbraccio tra le coscie nella tua intimità tra corpo e ginocchio, anch’esso

terzo come il gomito, nel percorso alla mano, al piede ….e succede

che ti amo con tutto il corpo ma vado oltre, sempre più interno

al concetto di cosa palpiti nel tuo petto, di come si alzi la parola nella tua gola,

se ti sussurri all’orecchio il cuscino che qualcuno lo hai sempre vicino

18

la finestra mostra il messaggio del sole: sei tu che la mia vita vuole.

Nelle mille note, tu sei campo d’energìa, unica musica, sinfonia.

Così capita che tutto quello che faccio si risolve e scioglie in un abbraccio.

E l’aria, la vita, le intenzioni, i pensieri non si vedono ma conducono da te.

Così è della tua presenza nella mia coscienza, dei sentieri della linfa

nel mio albero: trovano te ed il sole su tutte le foglie fino alle più alte.

Gira e rigira sei tu l’energìa vitale che mi ispira, come l’albero respira

19

quando eravamo io scimmia e tu cavalla, con,

entrambi, la coda, io quasi verticale e tu con la stella in fronte,

non so se sapevamo del nostro destino divino: tu, io e tutto.

Nel ciclo delle cose meravigliose c’è Michelina e il ciclamino.

Lisa Rosa, luce, Ester fiore, cosa conduce al cuore della sposa?

I nostri cuori sfumano uno nell’altro come i colori. La cavalla

rincorre la farfalla e l’ape non smette di riempire di miele le cellette

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sboccia la goccia sulla superficie d’acqua come una rosa e dice

una cosa: i mille petali stretti della rosa sono anelli d’energia

che si aprono come il messaggio dei battiti del tuo cuore. Bussano
alle costole perché tu tolga i vestiti, le croste sovrapposte, e ti dia

nuda al tuo amore, all’umanità. Lo sa la goccia quando cade e dice:

nella nudità io rinnovo, non solo la purezza del tuo amore, ma nel ciclo dell’acqua,

la fogna che troppi dicono normalità. Ma il tuo amore lo sa e ti vuole nuda

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Poeta, artista di Pittura Fonetica, attore regista della Compagnia Fonetica. Sostiene l'Europa unita fino agli Urali e in un mediterraneo di Ulisse, non fossa comune.