secondo principio

simmetria, foglia, la coscia

lo sanno gli amanti che la clessidra capovolta non sconbussola, è come ci mescoliamo.
Siamo albero, dono di sole e pioggia, su cui lui appoggia lo slancio suo e l’abbandono

:

la corrispondenza è che io, di te, non posso fare senza.

Io la domanda, tu la risposta, e viceversa, come la foglia
che si versa al suo interno ed è tra di noi che tutto scorre, lo sai:

tu il cielo, io la terra, come sopra così sotto, così è tutto.

Come a sinistra, da cui entra l’universo, così a destra, è l’eco.

Nella coscia la simmetria: tuo e mia, e così sempre sia.

Eccolo il secondo principio ermetico, Hermes e l’egizio Toth

1

e questa è conoscenza, la corrispondenza tra le cose, cerco te tra le rose.

Come è bello: tu il lato destro, io il sinistro del cervello.

Tu un versante, io l’altro della valle di una foglia: la nostra voglia.

Quante funzioni del corpo intero in ogni singola cellula? E’ vero:
digestione, espulsione, respirazione, sistema immunitario. Nel grande, nel piccolo.

Ed è ridicolo non vedere in un atomo il sistema solare, basta guardare.

E terra, acqua, fuoco, aria, spazio, sia nel pianeta come nel corpo

2

anulare, mignolo, pollice, indice, medio che uniamo per meditare

nelle mani giunte, per bucare la materia e arrivare all’immortale con te.

Me lo ripeto, come se…l’avessi dimenticato, ma con te ho bucato tutto
fino alla sorgente, dove, alla nostra unione, nessuno può più

farci niente. La nostra conoscenza è ricordo: averti nel cuore.

Fiore, mente di amore, desiderio, coraggio, raggio di sole.

E la notte ancora abbandonarmi alla sorgente, da cui domani risorgere

3

E cos’è la resurrezione, oltre al sole che sorge, e all’orto sempre risorto?
L’insegnamento è il risorgimento. E che la morte non esiste: non lasciarci abbattere,

perché noi siamo dei, vita immortale. Le varie versioni del cristianesimo

iniziale, illusoriamente sterminate da Chiesa ed Impero dal 325,

sono valide come in una crisalide. Quanto è bella la farfalla, è la coscienza

che lo giudica. E’ sfida ai segreti vaticani, alle loro mani avanti, per sopravvivere

alla verità che forse Tommaso, il fratello gemello, è salito sulla croce

4

e la resurrezione di Gesù è che, né lui, né il fratello gemello, è morto:
per trama di Giuseppe d’Arimatea e Pilato, che non gli ha spezzato le gambe:

uno è risorto nelle cure di rianimazione, dopo le droghe di rallentamento vitale,

conosciute dagli esseni, da Nicodemo, da Maddalena, nella tomba che era un ospedale.

L’altro risorto dal senso di colpa per le sofferenze del gemello, quello

che, vedendo il suo collasso nel “sudore di sangue”, con un guizzo d’amore

s’era offerto al bacio di Giuda, per salvare missione, messaggio e fratello

5

il due, il doppio, Gesù e Tommaso, che in aramaico vuol dire gemello,

dio e uomo, ma non solo lui, ciascuno, è la natura di ogni umano.

E’ il divino due che ci salva, il ricordo di chi siamo, il ritorno alla sorgente.
E il Vaticano è un tritacarne di verità, un forno, lui l’inferno, che brucia

manoscritti ed eretici, a chi lo dici, alleandosi agli imperi, per il potere d’essere l’unico

a raccontare. Tutto il resto deve scomparire od essere ingoiato nel proprio servizio

segreto. Altrimenti sarebbero il mistico, la coscienza, la via, la verità, la vita

6

il culmine del sogno con te, il cui nome finisce con “sa” come rosa,

ma inizia con due lettere dal mio cognome, è stato quando
hai detto sì, facciamo l’amore sotto la bandiera, e mi è venuto da ridere.

Ma prima, con il languore dolcissimo della corrente, lì liscia, in un torrente,

avevo goduto della carezza dalle cosce tue all’inguine, e avevo

avuto la certezza che, nonostante il mio alito da cavallo e nitrito,

più l’irruenza sessuale schermita, la partita s’era conclusa che potevi

7

darmi ordini, e io ero tuo e tu eri ancora, e allora per sempre,

mia. La corrispondenza tra sogno e realtà, se tutto è mentale, è

che il pensiero e il sogno sono il davanzale cui ci affacciamo a vedere

quanto il giorno è bello o a migliorarlo seguendo il nostro desiderio.

Il mio e il tuo cervello sono antenne comunicanti e quando inspiro

vieni da me, quando espiro vengo da te, e il “da” è dare direzione,

ma col “da” da provenienza l’effetto è reciprocità, il non farne senza

8

che è una e uno e nessuno ci può separare, come l’universo è uno.

La notte sogno, il giorno creo, piego l’ego al tutto.

E tu sei tutto, l’unione, la mia dea, la mia sorgente,

io il flusso. A chi non medita sembra niente, ma siamo tutto.

Interpreto, trasformo e mi dici che creo. Voglio una realtà bella
come te. Ed è il mio compito all’infinito spostare l’accento ed esserne

contento. Il mio giardino è selvaggio e tu il raggio di sole che lo attraversa

9

prima del risveglio immediatamente mi eri davanti e alzando

un braccio eri nuda come una dea, dal basso all’alto, trasversalmente

ed era senza pancia il tuo addome, proprio come tu mi dici sei sempre stata,

o quel quadro in cui lei soffoca le angoscie del mondo stringendolo tra le cosce,
per dimostrare a me e te che dalle ginocchia al cuore il pudore non c’è.

Ogni cosa ha un centro ed è lì dentro che tutto avviene,

così il culo è dove la terra, nella curva, si incontra col cielo

10

io non so se in questo momento io sia materia o energia,

mi interessa di più che l’anima tua pensi io sia tuo, tu mia.

Nudi come le nuvole siamo nell’azzurro cielo o di fuoco,

nude foglie siamo foresta, ci resta il vento tra poco.

Nudi come le onde siamo il mare con ricamo di schiuma,

nude dune siamo, come il deserto ci sfuma e si sposta.

L’unica cosa non nascosta su questa crosta è il nostro amore

11

come l’acqua scorre, gocciola o scivola nelle pieghe della montagna,
così in quelle del tuo corpo chi ti ama. Come la pioggia
dal cielo, le mie carezze frugano ovunque sotto il tuo velo.

Tutto è perfetto, come il cuore tuo che palpita anche per me nel tuo petto.

Siamo i paracarri della strada verso gli altri testardamente assieme, alla giusta

distanza, con l’anima del mondo, la mattina, così miracolosamente vicina.

Che tu voglia o non voglia la nostra reciprocità la dimostra la foglia

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mi accorgo che ogni cosa attorno a me si infila come i petali di una rosa.

Non esiste il caso, solo i petali della rosa. La realtà è la mia sposa.

Prima il pensiero, se basta che ti pensi e il ramo che ti amo spinge.

Come in alto così in basso. Rimani nel presente con nella mente chi ami.

Prima del risveglio mi sei apparsa in sogno, fresca nella gioia di bambina

che esibiva la sottovesta, uscendo dalle stanze dell’inverno, minima, che copriva

solo il busto fino alla linea dove in amore si incomincia a spingere

13

è un pensiero il percorso vero ed è perno di paradiso o inferno.

E tutto è flusso, in cui non mi fermo, se non nel tuo sorriso.

Denken und danken, posso essere sempre con te pensandoti.

Ho il pensiero per te che scavalca le montagne, percorre le pianure,

rende tutto attorno a te presente. La mia condizione mentale

è l’innamoramento: il due, il viaggio. Come in alto così in basso.

Lo sibila la sciabola dell’usignolo, il violino, lo riporta nelle viscere il contrabbasso

14

col respiro ti tiro sul cuore col palpito ti tocco la pelle. Ester,

ti ho vista nel sorgere del sole. Capisci che tutto è lì tra le costole?

Io lo stelo, il sostegno, tu il fiore. Io il pistillo.

Tu la terra, io il cielo. Dillo che assieme siamo

il frutto, tutto, l’attrazione universale, il senso. Così penso.

Dal dna al rampicante, dal vortice della terra alla galassia: la spirale sale.

Sa il saggio che è il coraggio a fare del viaggio un raggio di sole

15

quando senti per lei quel sentimento sulla pelle dell’anima, dille che l’ami,

o col perno eterno del pensiero imprimi sul libro della vita nello spazio

gli equivalenti ricami. Io sono l’aria che inspiri e in cui poi ti rilassi.

La mente nel mentre, prima del tempo, al centro di passato e futuro.

La coscienza della resurrezione prima della morte, nella profezia. Essere nell’eterno.

Se lo ha fatto Gesù, il Buddha, puoi farlo anche tu: come allenarsi,

come lasciare nell’universo il libro aperto dei propri desideri…

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andarci oltre al tempo e tornare di qua e saper essere di là.

Vedere la coscienza, essere oltre, tra, percorrere il ponte.

Non inveire contro la vita in salita: anche il dna sale a spirale.

Sai che se seguo il raggio di sole, trovo te, amore?

Dal culo al cielo è calda ed elegante la scalata di tutte quante le vertebre.

Prendo te nel respiro e nel palpito del cuore, ma se ti tocco,

come fiocco di neve, lascia che ti beva sul palmo della mano

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metto il corpo nella posizione della candela, attendo e poi accendo

la fiamma del mio amore per te e sono tutto tuo.

Cosa insegna il ramo che ti amo, la vita, la luce, l’alto, il due?

La simmetria che io sono tuo, tu mia. La sinistra, la destra,

la maldestra maledizione di un lato? Il sopra, il sotto, l’armonia del tutto.

Il tuo nome è quattro sillabe (o lettere) come i ventricoli del cuore,

come i punti cardinali, e per due fa otto, il ritorno della musica

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se riesci, pensa a noi come pesci che si rincorrono, io e te.

Il tronco con il primo ramo che ti manco e gli altri rami che mi ami,
ma già il primo ramo era che anch’io ti amo. Così

l’albero della vita è che non è mai finita col nostro ricorrerci.

Si strangola la fragola dall’ansia di dirtelo, le viene la pelle d’oca.
Basterebbe poca più fiducia in sé stessa, pensasse al suo rossore,

d’aver già la forma del cuore. Tutto già detto, facile e efficace, fluido e perfetto

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tu sei il sole che arriva sulla pelle d’autunno e d’inverno.

Io sono tuo alunno, ti trascino, ti invito all’interno. E il nostro amore,

l’anima, il flusso è eterno. L’universo lo conferma con un colpo di tosse:

sempre io e te come null’altro fosse. E’ quel flusso di vita che ci percorre.

Al fondo del respiro sono nel sé. Come posso ogni passo verso te.

Dal centro della terra al centro del sole il mio dovere vuole il tuo piacere.

Che io abbia le tue labbra: esco dalla nebbia e ti incontro nel sole, nel tepore

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come i cucchiai di minestra, si rincorrono le apparizioni del pettirosso alla finestra.

Quello che appare è solo la porta, la realtà è già qua e oltre.

Quello che faccio è volare nel tuo abbraccio. I frutti sono per tutti.

Da dentro a fuori la felicità è in tutti i fiori. Noi siamo la natura.

La tua natica è domestica e selvatica si duplica e moltiplica nella risacca,
poi si stacca dal calcagno che ti amo. E’ per il mare aperto la sua spinta,

per il cielo, nel sole che sorge e che tramonta, la sua, la nostra sponda

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Poeta, artista di Pittura Fonetica, attore regista della Compagnia Fonetica. Sostiene l'Europa unita fino agli Urali e in un mediterraneo di Ulisse, non fossa comune.