la risacca non si stacca

mi tocca dal cielo dal mare essere spinta a te nella risacca



la risacca non si stacca
non si può staccare
come la terra dal mare

un uomo da una donna
una donna da un uomo
io da te

te dagli altri
ad essere scaltri
uno è unione

cioè moltiplicazione
molteplicità unita
la vita è infinita

come i granelli di sabbia
che ognuno abbia
un pò di saggezza

e la risacca
guai a chi la tocca
non si raddrizza, ci accarezza


Alberto Sighele

è divina la lezione della risacca: non ci si stacca, ci si affina

risacca

Grazie Giacomo tu il bue io l’asinello o viceversa come ti sembra più bello

Grazie Giacomo tu il bue io l’asinello o viceversa come ti sembra più bello

Grazie Giacomo tu il bue io l’asinello o viceversa come ti sembra più bello eravamo vegetali
animali
umani
figli di dio
il destino è buono
basta seguiamo la nostra natura
e non è dura
basta guardarsi attorno e imparare

tu sei tutto, fino al settimo cielo

… “tu sei tutto, fino al settimo cielo” è l’inizio e la fine del mio libro,
che ci farà liberi, perché ognuno troverà in esso il suo posto.
Sarà un viaggio a spirale, oscillante tra una cosa e il suo opposto,
ma è meravigliosa questa ascesa in cui sai dove vai e c’è sempre
una sorpresa, perché sei aperto, aperta e io Alberto e tu scoperta.
Io un artista e tu la più veloce, la più bella sulla pista. Era mia figlia
e come una foglia è cresciuta da me che sono albero Alberto.


Ma certo ho anche un figlio e il mio consiglio è di lasciarli andare,
dopo averli curati in tutti i possibili particolari prima di salpare,
come una nave in mare. Ma è mio figlio, sì, ma è un foglio
che deve essere scritto e poi volare finché verrà letto.
E non temere il mare o il cielo. E’ vero, i tuoi fogli
diventeranno un libro. La vita.
E sarà tua e di tutti.

Fermati, dove stai vorticando? Spirale che sale.
Sì, mi fermo e sono eterno: nell’immobilità l’eternità,
la realtà concentrata in una goccia, un inizio,
e il fluire dello stessa realtà, non solo metà, nella storia.
Ma il primo concetto da tener stretto stretto
è che storia e eternità sono la stessa cosa.
Vortice, perciò cerchio, con un centro, perciò uno.


L’albero è un vortice, guarda la chioma,
i rami braccia, orizzontali, ali, ma guarda anche come
l’apparato radicale è simmetrico, specchio alla chioma.
Seme, chioma, e questo chiama il verticale che sale
e l’altra immagine oltre il seme, la noce, il nucleo
l’uovo, la testa, la sfera, la terra, e dentro il cervello,
l’universo che si versa nell’uno, quanto è bello.

L’universo, tu, uno, nessuno, poi due, ed i multipli.
Non fermarti: la spirale che sale è fiore e i petali molti.
E il fiore sei tu, anche il cuore, in un libro di anatomia,
non è fantasia, è un vortice. E i petali palpiti.
Se torni da capo, passo per passo ti accorgi che tutto è vero.
E dove ti aggrappi ruotando, danzando:
agli altri.