oriente occidente (il sole è uno sfera) mostra di pittura fonetica di Alberto Sighele

mostre pronte

Oggi è morto Paolo Manfrini, domani è già risorto. E’ l’ideatore con Lanfranco Cis del festival internazionale di danza di Rovereto ‘Oriente e Occidente’. In suo ricordo ho scritto e detto:

ringrazio Paolo
perché, nella sfida della spiga,
lui, chicco,
ha fatto il mondo e me
più ricco
Paolo, non è poco
è un gioco e non è un gioco
ho un chiodo nella mente:
Oriente e Occidente.

Dal piccolo chicco Paolo è salito nel sole ed è con noi da oriente ad occidente perché ha sfidato la ruota della vita e della morte ed è andato al centro dove c’è solo vita e la morte è menzogna. Lo può fare solo chi sogna e costruisce la realtà secondo i propri desideri. Questi sono gli uomini veri. I profeti. E la pittura fonetica è un cartello stradale in questa direzione. Oriente e occidente non ha paura di niente: sa che il sole ritorna e ruota attorno alla coscienza mia, tua, sua che è creatrice di tutto se si riscopre, si annulla, tramonta e risorge nel sè. Il sole disegna una ruota che nuota nella notte a tua insaputa mentre dormi e ti affidi all’inconscio e poi risorge però mai allo stesso posto impercettibilmente definendo una sfera, quella dell’universo, in cui la tua coscienza è chiamata a vedere, intuire, capire che l’unica cosa vera è la sfera e posizionarsi nel sè, al proprio centro. Conosci te stesso! Ti tira la pittura fonetica per la manica, non domani, non forse, adesso. E non avere paura, questa è la cosa sicura.

Alberto Sighele

nb le seguenti sono solo esempi di opere che potrebbero sostanziare il discorso sopra

non prenderla alla gola e farci un giro di walzer ed pov al g al

raggiungere la gioia
non prenderla alla gola
e farci un giro di walzer

en er ca im sl con pov or ed nu u al i con mi

si io dio  tu tutto

sì se trovi senso sintesi e superi la separazione

 

l’essenziale e che il mondo è tondo
non nelle cose non tra i capelli non sulla pelle la bellezza è dentro
essere saggi
porti chiusi aperti dove mi porti in prigione in mare

 

è il desiderio che ti da il tuo destino
al nove piove al dieci ci baciamo conta piano che ti amo
alla ruota della realtà il saggio sa come esserne raggio
tu sei la conchiglia che si piglia tutto il cielo
intagliavano sulla prua una donna con i seni e i capelli al vento volevano morbido l’impatto col destino

 

pol ca en con im or ma a fu sl al

la ruota gira

conduce chi seduce
sorge il sole quando lei si sporge
il rosso ci resta dentro e addosso adesso e sempre

io sono il monte il bisonte tu il sole che tramonta

non piange la pianta canta
come un ape in un turbinio di parole mi fermo sulla prima che incontro te, amore